lunedì 2 aprile 2012
Tigretto non c'è più...
...da sabato scorso, 31 marzo 2012, dopo pranzo, il mio Tigretto non c'è più ed io non so rassegnarmi.
Mi manca il nostro rito mattuttino:aprivo la porta di casa e bastava che prendessi i croccantini perchè lui subito si infilasse dentro. un debole miagolio di saluto (sono qui!) mentre armeggiavo con il piatto e poi giù a testa bassa nel piattino.
ogni tanto alzava gli occhi per vedere se fossi lì ancora accanto a lui, a volte, da quando avevamo preso l'abitudine di concedergli il permesso di entrare in casa, mi seguiva sù per le scale e con un breve tentennamento (ma davvero posso entrare?) infilava la porta di casa.
Una volta dentro, in ingresso aspettava che gli sistemassi la copertina e dopo un'annusatina si sistemava pronto per le coccole: come gli piacevano al mio gattino!
Oggi, già sò che al mio primo rientro dal lavoro non lo troverò più ad aspettarmi. Quando era più piccolo al rumore dei freni della mia macchina spuntava sul muretto di casa: il tempo di aprire il cancello che già stava giù per terra a prendersi le coccole e poì via, più veloce di me a salire le scale e impaziente a mettere le sue zampine sul portone quasi ad aiutarmi ad aprire mentre io armeggiavo con la chiave. Ora che era più grandicello aprivo il cancello e spesso sbucava assonnato dal garage ma, spalancati gli occhi, la musica non cambiava!
L'ultima volta che mi ha accolto è stata venersì scorso, dal muretto, come ai vecchi tempi. L'ho accarezzato mentre con un'occhio guardavo i vicini: ero così fiera del mio gatto!
...e mi fa così male parlarne al passato..
Mi manca il nostro rito mattuttino:aprivo la porta di casa e bastava che prendessi i croccantini perchè lui subito si infilasse dentro. un debole miagolio di saluto (sono qui!) mentre armeggiavo con il piatto e poi giù a testa bassa nel piattino.
ogni tanto alzava gli occhi per vedere se fossi lì ancora accanto a lui, a volte, da quando avevamo preso l'abitudine di concedergli il permesso di entrare in casa, mi seguiva sù per le scale e con un breve tentennamento (ma davvero posso entrare?) infilava la porta di casa.
Una volta dentro, in ingresso aspettava che gli sistemassi la copertina e dopo un'annusatina si sistemava pronto per le coccole: come gli piacevano al mio gattino!
Oggi, già sò che al mio primo rientro dal lavoro non lo troverò più ad aspettarmi. Quando era più piccolo al rumore dei freni della mia macchina spuntava sul muretto di casa: il tempo di aprire il cancello che già stava giù per terra a prendersi le coccole e poì via, più veloce di me a salire le scale e impaziente a mettere le sue zampine sul portone quasi ad aiutarmi ad aprire mentre io armeggiavo con la chiave. Ora che era più grandicello aprivo il cancello e spesso sbucava assonnato dal garage ma, spalancati gli occhi, la musica non cambiava!
L'ultima volta che mi ha accolto è stata venersì scorso, dal muretto, come ai vecchi tempi. L'ho accarezzato mentre con un'occhio guardavo i vicini: ero così fiera del mio gatto!
...e mi fa così male parlarne al passato..
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